can che abbaia non morde (quasi mai!!!!)

deliri semiseri

mercoledì, giugno 13, 2012

S-TACCATA INSIDE


Tempo fa Luana, meglio conosciuta come La Staccata, ha inaugurato sul suo blog una sorta di “censimento podologico” volto a scoprire in che misura le mamme si affidano o meno al tacco e perché.

Avrei voluto dare il mio contributo immediatamente, ma ho dovuto pensarci su mooolto a lungo perché l’argomento suscita in me un attacco borderline.
Quando mi viene chiesto se porto i tacchi la mia risposta automatica, quella che sparo in tre millesimi di secondo netti è “no!”. Poi però mi dico “ ma una volta li mettevo, quando andavo in discoteca!”. Appunto, negli anni novanta forse, quando la zitellaggine pesava e si partiva tirate a lucido con gonna e tacco alla ricerca di una vittima da accalappiare.
Ma anche allora ero una staccata inside, visto ero attratta da uomini che non superavano il metro e settantacinque, condizione necessaria  per non dover mettere tacchi sopra i tre centimetri.
Oppure dirigevo le mie attenzioni su uomini-fitness, quelli che amano la donna con le scarpe da tennis (giuro che esistono!) o su uomini-orso, quelli che non distinguono un plateau da uno stiletto (al massimo si chiede se siano cose da mangiare!), basta che la donna sia più bassa di loro e tutto va bene.
Poi le cose si sono evolute rapidamente e da due siamo diventati tre.
Dopo la gravidanza, passata tutta rigorosamente sulle scarpe da tennis, il mio piede rifiuta categoricamente tutto quello che non somiglia a una pianella o a una zeppa e mi punisce con dolori lancinanti degni della peggiore delle torture cinesi.
Tuttavia mi rendo conto che il tacco è bello, in alcune situazioni è elegante, e, cosa non trascurabile, contrasta la forza di gravità che con l’andar del tempo si accanisce, volente o nolente, sul lato b.
Quindi saltuariamente ricado nel vortice del tacco ( mai troppo alto però), ma solo in situazioni che consentano una ritirata strategica.
Ecco il mio personale vademecum:
  •  Con il passeggino, in occasioni formali. Il passeggino è un ottimo appiglio, ti ci appoggi con nonchalance quando il piede brucia. Puoi anche levare una scarpa nascosta dietro al pupo e nessuno se ne accorge, basta dirigere l’attenzione dell’interlocutore sul dentino appena spuntato. Solitamente, poi, sotto la seduta ci deve essere almeno uno scomparto per nascondere le ciabatte. Ahimè, è una scusa che non posso più utilizzare, mia figlia ormai i denti li ha tutti e si rifiuta di salire sul passeggino da quando aveva due anni.

  • Alle cene. E ovviamente non ai buffet. Se non trovi una sedia libera rischi di dover fingere una cistite per poter correre spesso al bagno, chiuderti dentro e levarti le scarpe seduta sul water (che, si sa, nei luoghi pubblici non è mai il massimo!). Alla cena, se puoi, cerca di arrivare all’ultimo minuto. Farai la tua entrata trionfante e saluterai tutti i presenti che già si saranno accomodati!
  • Ai matrimoni. Qui il tacco è quasi d’obbligo. Mettiti l’anima in pace. Soffri in silenzio almeno fino a una certa ora, quando tutti avranno lanciato le scarpe e balleranno a piedi scalzi in preda ai fumi dell’alcool. Alle brutte, anche se sei astemia, fingi di aver alzato il gomito e straparla. Tutti si ricorderanno di questo e non del fatto che eri scalza.
fonte foto qui
 heels? no thanks!

2 commenti:

la staccata ha detto...

Oddio! Devi assolutamente dirmi dove caspita hai pescato la foto del piede nudo taccato!!! Lo linko immediatamente nella mia paginetta. Post delizioso, La Staccata ringrazia confusa e felice.

Vale Mala ha detto...

grazie mille!
ps: la foto è veramente inquietante!!!