can che abbaia non morde (quasi mai!!!!)

deliri semiseri
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mercoledì, giugno 13, 2012

S-TACCATA INSIDE


Tempo fa Luana, meglio conosciuta come La Staccata, ha inaugurato sul suo blog una sorta di “censimento podologico” volto a scoprire in che misura le mamme si affidano o meno al tacco e perché.

Avrei voluto dare il mio contributo immediatamente, ma ho dovuto pensarci su mooolto a lungo perché l’argomento suscita in me un attacco borderline.
Quando mi viene chiesto se porto i tacchi la mia risposta automatica, quella che sparo in tre millesimi di secondo netti è “no!”. Poi però mi dico “ ma una volta li mettevo, quando andavo in discoteca!”. Appunto, negli anni novanta forse, quando la zitellaggine pesava e si partiva tirate a lucido con gonna e tacco alla ricerca di una vittima da accalappiare.

domenica, aprile 15, 2012

PROVERBI- PARTE II

Eccoci alla seconda puntata dei proverbi, fonti popolari di immensa saggezza.

Questo sarà un intervento lampo, diciamo uno spunto di riflessione veloce veloce.

Il proverbio di oggi è
IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA.
e se tua suocera ti ha fatto le lasagne al pesto con l'aglio ieri sera?
più che l'oro forse i sorci...


martedì, novembre 29, 2011

MADRE NATURA NON AMA TUTTI I SUOI FIGLI NELLO STESSO MODO!

Ebbene sì. 
Nessuno vorrebbe vedere una madre far le differenze tra i propri figli. 
Nessuno vorrebbe vedere la propria madre far le differenze. 
Quando poi si tratta di madre natura, men che meno! 
E grande è la delusione quando si prende piena consapevolezza che LEI non ama i suoi figli nello stesso modo!

Bene. Io non sono delusa, sono proprio incacchiata con LEI!

Anch'io sono una madre, e certe cose ai figli non si fanno!!!
Allora, anche oggi ho visto una signora con la carrozzina. 
Quindi doveva essere una neomamma.
La tizia era fasciata in un paio di pantaloni molto stretti, tutta ben pettinata e truccata, aveva lo stivale taccato e soprattutto era magrissima, una donna cum vera pancia piatta (per me è come una chimera!).
Ho guardato la signora accanto, pensando "quella sarà la zia, una mamma nuova di pacca deve pur avere un segno rivelatore della gravidanza!eppobbacco!!!". 
Ma quella era messa anche meglio dell'amica.
Dunque: quando io uscivo con la carrozzina sembravo una pazza spiritata (alla faccia di quelli che dicono che le neomamme sono così belle!), anche perchè se dormivo 5 minuti per notte era un evento; litigavo con il giornalaio che mi chiedeva "che bella bimba, ma vedo che aspetta già il secondo!" (a proposito di pancia piatta); i miei capelli non vedevano un parrucchiere da secoli (d'altronde la mia autonomia giornaliera con la nana non superava i 20 minuti massimo, non avevo nessuno che me la tenesse e cercare di calmarla con le cartine delle meches in testa non mi allettava!); il trucco era una causa persa (e chi aveva il tempo, tra una cacca da pulire e una tetta da tirar fuori!); per quel che riguarda lo stivale taccato... ahahahah!!! se vabbhé, lasciamo perdere, pianelle tutta la vita!
Ora, passati 5 anni e non avendo riscontrato grossi miglioramenti negli anni, mi son sorpresa un giorno a vedere la mia pancetta e a dire a me stessa "in fondo mi piace, è il segno della maternità!". 

C-C-COOSA?!?!

Ma stiamo scherzando? Ma siam fuori di testa?
No, mi spiace, questo è un chiaro segno di sfighitudine! Come a dire "sono allo sfascio... ma sì alla mia età cosa voglio...".
Eh no, cara madre natura! non si fa! due pesi due misure ( nel senso che le mamme strafaighe pesano poco e sono alte due metri, le povere criste invece pesano tanto e sono alte un metro e un'aspirina coricata!). 
Non si fa! 
TU! MAMMA CATTIVA!!!


martedì, novembre 08, 2011

prima che ti sposi ti passa.

Non sono mai stata una bambina "femminuccia tutta rose e nastrini".


A un certo punto verso i sei anni ricordo di aver pure pregato mia madre di tagliarmi i capelli corti perchè lunghi mi davano noia.
E quando la convinsi mi feci scattare una foto al parco con le espadrillas e i capelli corti mentre mi attaccavo come una scimmia all'albero.
Ecco, questo ricordo come un momento di massimo godimento, d'infanzia felice.
E a volte la mia povera mamma (santa donna) ci provava a comprarmi i cappottini fichissimi da signorina carina, senza neanche insistere, quindi non si può dire che il mio fosse un rifiuto dell'autorità, ma proprio non ce la facevo, no no, a mettermi quel bellissimo cappottino rosso.
Mi sentivo come king kong che indossa un tutù e balla il lago dei cigni!
Meglio quello giallo acido che mio padre mi faceva mettere al mattino per identificarmi meglio all'uscita della scuola media tra il marasma generale.
Ma questo accadeva quando ancora l'adolescenza era una cosa lontana e sconosciuta.
Quando mi facevo male mia zia, pediatra di riferimento di due generazioni della mia numerosissima famiglia, per sdrammatizzare le mie crisi ipocondriache mi diceva "prima che ti sposi ti passa!!!".
Il problema è che io non ho mai voluto sposarmi, ripeto, non ero la classica femminuccia che aspettava il principe azzurro!
Anche quando sono piombata nell'adolescenza e ho scoperto la mia femminilità, mi son sempre vista zitella, con un cane, un bicchiere di  vodka e lemon in mano e disco dance tutte le sere!
Chissà se era una reazione della mia ipocondria alla profezia sulla fine dei miei mali un giorno convolata a nozze... mah!

Sta di fatto che alla fine mi sono sposata, il mio futuro marito mi ha chiesto di sposarlo ad aprile 2006 più o meno così
lui: "guarda che ho prenotato la sala del comune per il 10 giugno"
io "ah sì? e per far che?"
lui "per sposarci"
io "ah! eh, fammi pensare, bisogna vedere se abbiamo da far qualcosa, va bhè, dai penso che si possa fare..."
lui "ok.ciao"

L'ho sposato per questo.
Ma ora, quando mi viene il mal di testa ricorro al moment. Ormai sono sposata, non ho più speranza!

ps: della misera fine della mia femminilità, del mio cane da zitella e del vodka e lemon ne parlerò nella prossima puntata intitolata "maternità"!!!

venerdì, aprile 15, 2011

NUOVA RUBRICA DI CUCINA "LUNCHLADY DORIS"

Da oggi ho deciso che inizierò una nuova rubrichina culinario-delirante.

Tutto è iniziato con un esercizio di scrittura che dovevo fare.... mi ha talmente divertito che ho pensato di postarlo. Si tratta di riscrivere una ricetta in chiave umoristica...

i benefici dovrebbero esserci: o fa ridere, o, alle brutte, avrò divulgato una nuova ricetta.

Il nome LUNCHLADY DORIS si rifà alla mitica cuoca della scuola di Springfield dei Simpson

NB: ogni riferimento alle mie abilità culinarie è puramente casuale. 

COMINCIAMO CON LA MIA PRIMISSIMA RICETTA:

LA CASOELA D’OCA

Ricetta liberamente tratta, con evidente spirito campanilistico, dal libro: “Minestrone Pavese. Tesoretto di cucina delle Terre di Pavia”

Ingredienti:
  • 1 oca (1500 gr)        cominciamo subito con una mission impossible… già dovete  trovare un’oca, ma poi pure di un chilo e mezzo! Potete  giusto fare i vaghi e andare al Bioparco o al laghetto dell’Eur,  buttare un occhio sulla fauna e scegliere la vostra vittima sacrificale… poi però dovete anche fare una stima al netto delle piume….. il consiglio è quello di buttarvi nel primo supermercato e accaparrarvi un tacchino. Tanto non se ne accorge nessuno!
  • 1 verza     mmmhhh… dopocena col botto!!!
  • Olio, due bicchieri di vino bianco   pure quattro… due servono per la preparazione spirituale del cuoco
  • 2 carote, 2 coste di sedano     (quelle che cercate  di staccare dal ciospo di sedano senza farvi sgamare dal commesso o dalle vecchiette di turno!)
  • 2 cipolle bionde      se son rosse potete sempre fare le mechès   
  • 2 patate, 2 spicchi d’aglio    così oltre ai botti delle verze, se non siete  morti per la pesantezza letale del piatto, ci pensa il vostro vicino di tavolo a darvi la mazzata finale
  • Alloro, farina bianca, sale e pepe

Preparazione:
  • Tagliare l’oca in ottavi        ecco. Se non siete mai stati una cima in matematica, anche voi vi starete facendo questa domanda: “ ma come cazzarola  si divide un’oca in ottavi??????”…… consiglio: assicuratevi che non ci sia nessuno intorno, prendete un machete, chiudete gli occhi e colpite senza pietà…. Tanto poi finisce in padella, e nessuno si metterà con squadra e bilancino a misurare l’oca!!!!
  • Passare nella farina e dorare in padella per 5 minuti   quindi è vivamente sconsigliato rispondere al telefono- stendere i panni- aprire alla vicina logorroica
  • Preparare un fondo di verdure e lasciarlo rosolare in poco olio              anche in questo frangente aprire alla vicine non è una buona idea
  • Aggiungere i pezzi d’oca, bagnare con il vino bianco, salere, pepare       cercate di far tutto contemporaneamente, in punta sul piede sinistro, usando il destro per mescolare di tanto in tanto…
  • Far cuocere per un’ora                ora si può aprire alla vicina in crisi depressivo-esistenziale.
  • Nel caso la carne diventasse asciutta, aggiungere il brodo e spegnere quando è tenera            TENERA!!!!NON NERA!!!!
  • Unire le foglie di verza       pensavate di averla scampata, eh????

E per chiudere in bellezza…..
Vino consigliato: Buttafuoco storico di Canneto Pavese             
che altro vino scegliere con le verze?!?!?