can che abbaia non morde (quasi mai!!!!)

deliri semiseri

domenica, dicembre 09, 2012

IO SONO LEGGENDA - Richard Matheson


Questa è la recensione che ho scritto per la rivista ROMA SI' (numero NOVEMBRE).
Buona lettura!!!



IO SONO LEGGENDA
Richard Matheson, Fanucci editore, 2003



Robert Neville è un uomo come tanti in una cittadina come tante. Si alza e comincia la sua routine quotidiana, sempre uguale a se stessa, senza slanci né novità. Ma di ordinario, così come noi lo intendiamo, non c’è niente nella sua vita. Qualsiasi cosa lui faccia, l’importante è che sia a casa per sera. Anzi, è vitale. Perché il mondo si capovolge al calar delle tenebre e i morti cominciano a camminare per strada, insieme ai vivi ormai perduti. Vampiri? Contagio?
Neville non lo sa, ma prova a scoprirlo, studiando i libri dimenticati della biblioteca, facendo esperimenti e tentando il tutto per tutto. Ma ormai l’abitudine alla presenza di un altro essere vivente (immune) è andata, e quando trova una compagna resta in bilico tra la diffidenza e il desiderio di dare alla sua vita una parvenza di normalità. Ma finirà lui per essere quello fuori posto, perché il concetto di normalità è relativo al sistema sociale costituito. E quello da cui lui proviene ormai non esiste più.
Richard Matheson, classe 1926, è uno degli autori visionari più prolifici degli Stati Uniti. E’ giornalista, scrittore e sceneggiatore. Ha lavorato anche alle serie di Alfred Hitchcock presenta, Ai confini della realtà, a moltissimi film di Roger Corman, alla prima stesura di Hitchcock de Gli Uccelli, e all’adattamento del suo racconto Duel per la prima esperienza alla regia di Steven Spielberg.

domenica, novembre 11, 2012

CLUB DEI NICCHIONI


Credo di potermi aggiudicare a pieno titolo l'appartenenza a un esclusivissimo club.
Si tratta di un'iniziativa di Lucia che nel suo blog Là in mezzo al mar ha dato finalmente dignità a quei blog poco frequentati (come il mio), di nicchia.
Ma, attenzione! Ci sono altri requisiti da rispettare...
Puoi far parte del club dei Nicchioni se:


- hai un blog dai numeri limitati e risicatissimi
e qui si vede, non c'è bisogno di grosse dimostrazioni.
- ti capita di non capire una cippa di wordpress.org
word... che?
- aborri il SEO
ci ho provato, giuro!, ci ho provato, ma non ce la faccio, il SEO non fa per me.
-dalle chiavi di ricerca su google ti trovano con le parole più strane
mi trovano?
-adori scrivere e sai usare anche i congiuntivi e gli apostrofi
questo sì, almeno questo!
Il banner (bellissimo!) l'ha disegnato (gratis) Giada!

Grazie Lucia e grazie Giada! anche noi Nicchioni ora abbiamo un'identità!


domenica, ottobre 28, 2012

tremate tremate!!!

A pochi giorni da Halloween come al solito cominciano le polemiche e i dilemmi morali per molte mamme italiane.
Le posizioni sono
1- Halloween non lo festeggio no-no-no perchè non è nella nostra tradizione, è una festa americana, piena di mostri, piuttosto festeggiamo le nostre feste cristiane
2- ma che me frega ma che m'emporta, io festeggio comunque.

La mia posizione, personalmente, è più vicina alla seconda. Non fraintendetemi, riconosco la validità delle posizioni al punto 1, ma una festa è una festa, serve sempre a stare insieme, in più da che mondo e mondo i paesi si sono scambiati tradizioni e ne portano i segni (pensate alle feste italo-americane che tanto ci fanno sorridere...). se in più ci mettete che in questo periodo di passaggio stagionale anche noi in Europa abbiamo avuto fin dall'antichità feste non dissimili da Halloween, con i claudicanti che passavano di porta in porta, non stiamo facendo nulla di nuovo.
Insomma, mi sembra che si voglia un po' appesantire una questione di per sé molto semplice. Non è che se festeggio Halloween alimento una festa consumistica: i costumi li faccio con gli scampoli che ho in casa e la zucca me la mangio! in più non rinnego le mie tradizioni, le arricchisco.
e se poi questi sono i risultati....

fase 1: il progetto della Mati

fase 2: work in progress

fase 3: evvvvai!!!!

E già che c'è cancheabbaia consiglia un libricino moooolto carino, giusto giusto per Halloween, del fantastico Rohald Dahl! 

domenica, ottobre 21, 2012

HUNGER GAMES-che i giochi abbiano inizio

ecco il mio articolo su Roma sì di ottobre!
buona lettura!



HUNGER GAMES
Suzanne Collins, Mondadori, 2009



Il mondo come lo conosciamo ormai non c’è più. Il nuovo regno, Panem, è diviso in Distretti, 12 in tutto, ognuno specializzato nella produzione di un bene che va a ingrassare e arricchire i cittadini di Capitol City, la città sovrana, consumistica e superficiale che tiene in scacco il resto del territorio conosciuto.
Un tempo esisteva un tredicesimo Distretto che provò a ribellarsi, ma Capitol City reagì bruscamente soffocando nel sangue la rivolta e attuando misure fortemente repressive nei confronti di qualsiasi forma di libertà. Il risultato fu la fame, la povertà, l’isolamento e la sottomissione. Da quel giorno, ogni anno, a Panem si svolgono gli Hunger Games, ovvero i “giochi della fame”: ogni Distretto è obbligato a mandare due Tributi, un maschio e una femmina tra i dodici e i diciotto anni, a Capitol City, e tutti quanti si dovranno sfidare in un duello all’ultimo sangue in un’arena creata ad hoc.
Un crudele reality show da cui dovrà uscire un solo vincitore, un campione che verrà ricoperto d’oro e benefici, a monito perpetuo della sovranità di Capitol City, padrona incontrastata delle esistenze altrui.
Katniss e Peeta, i due Tributi del Distretto 12, lotteranno con tutte le forze, e non lo faranno solo per sopravvivere, ma anche per instillare il germe della rivolta, il ragionevole dubbio che qualcosa si può fare per cambiare la situazione di fatto. Impareranno che le strategie non sono scevre da effetti collaterali e che in un’arena dove tutti sono contro tutti, i sentimenti possono essere un’arma potente.
“Hunger Games” è solo il primo capitolo di una trilogia che narra le vicende di Katniss e del suo mondo post-apocalittico.

martedì, settembre 25, 2012

FIGHT CLUB


Questa è la recensione che ho scritto per la rivista ROMA SI' (numero SETTEMBRE).
Buona lettura!!!


FIGHT CLUB
Chuck Palahniuk, Mondadori, 2003.


Il protagonista, il cui nome non viene rivelato, ha una vita ordinaria, un lavoro fisso e una casa da single che sembra uscita da un negozio di arredamenti. In realtà la normalità che permea la sua esistenza è solo un velo di ipocrisia che ricopre lo squallore di un lavoro impiegatizio altamente stressante alle dipendenze di un capo ottuso e prevedibile. La sua casa poi è ordinaria, priva di personalità, come il suo proprietario: prevedibile anch’egli e soprattutto apatico.
Ma il conformismo probabilmente non è un tappo sufficientemente grande per il vaso di Pandora che è la mente del protagonista e LUI comincia a soffrire d’insonnia. Riesce a dormire solo frequentando gruppi di sostegno per malati di cancro, fornendo ogni volta generalità diverse, perché solo fingendosi un’altra persona riesce a sentirsi autorizzato a piangere e a dormire sonni tranquilli. Finché non arriva Marla, una disadattata e un’imbrogliona di professione. E’ lei che porta l’imprevedibile nella vita del protagonista e che rischia di riportarlo nell’abisso dell’incertezza da cui è venuto. E infatti LUI comincia di nuovo a non dormire, e un giorno incontra Tyler Durden che di ordinario non ha proprio niente: fa il proiezionista, ma solo per inserire fotogrammi osceni in film per famiglie, e fa il cameriere, ma solo per poter fare pipì nelle portate dei clienti. Sarà Tyler a trascinarlo, non si sa come, in una serie di eventi che porteranno alla nascita dei Fight Club, ritrovi in cui gli uomini si pestano a sangue come atto liberatorio per far pace col mondo. Fino a quando Tyler esagera e organizza gruppi di sabotatori per distruggere il mondo e le sue convenzioni. Tutto ciò che è ordinario ora diventa il nemico assoluto. Il protagonista cercherà di fermare Tyler, ma si renderà conto di essere sempre più impotente, perché Tyler potrebbe essere qualcosa di più di un socio, potrebbe essere ciò che LUI vorrebbe essere. E allora, come si fa a combattere contro se stessi? L’amore per Marla è ragione sufficiente per farlo?

sabato, settembre 01, 2012

EFFETTO SFUMATO

Sono sempre diffidente quando esce un libro e diventa un caso editoriale.
Soprattutto se il suddetto libro fa parte di una trilogia, e a maggior ragione se viene osannato per il solo fatto di far parte di una categoria "inusuale".
Lo so, sono ingessata sulle mie posizioni probabilmente, vedo solo bianco o nero.
O forse il mondo attorno a me vede solo sfumature... di grigio. E magari 50.


Io non l'ho letto ancora, ma a questo punto forse lo leggerò.
E vi spiego perché.
Di solito quando un libro genera troppi rumors lo ignoro e aspetto che passi la bufera.
Leggo le recensioni tutte pompose e non mi fido granchè. Aspetto che il mio entourage di amiche-lettrici-libraie fidate mi dia un parere spassionato e disinteressato. Sicuramente una seconda campana.
In questo caso "50 sfumature di grigio" ne è uscito a pezzi.
Mentre tutti i cataloghi dei libri lo osannavano come un caso editoriale capace di indurre le lettrici a sperimentare nuove acrobazie da materasso, riassumo con poche parole i pareri che ho raccolto in giro a proposito:
  • scritto neanche bene
  • storia banale 
  • scene di sesso a volte fin ridicole
  • immagine impietosa di una donna che si fa intortare in tutte le maniere (quindi anche un po' offensivo)

mercoledì, agosto 22, 2012

de bagnantibus

L'estate, mi pare d'averlo detto già altrove, non è la mia stagione preferita.


In tutta onestà, ditemelo, vi prego, cosa c'è di bello a farsi mille fisime per la prova costume, a doversi sottoporre a dolorose sedute di ceretta, a sudare come dei pachidermi, a sbarellare per i colpi di sole?
Eppure, udite udite, nonostante tutto a volte mi avventuro in spiaggia, non tanto per piacere personale quanto per amore materno. E mi viene da pensare alla mia povera nonnina buonanima che noi nipoti ingrati e ancora ignoranti della vita prendevamo in giro perché stava sotto l'ombrellone con il suo vestito prendisole e da lì sotto, armata di settimana enigmistica, ci guardava sorniona.
Lei sì che aveva capito come girava il mondo! Saggia donna dalle lunghe vedute!
Certo, pensare che ora sotto l'ombrellone in copricostume ci sto io onestamente mi fa un po' strano (leggi: son vecchia come mia nonna?).
Pazienza.
Nella tassonomia del genere umano da spiaggia, io ormai appartengo alla prima categoria, quella degli OMBREGGIATI : sono soprattutto donne con prole (ma non tutte quelle che hanno i bambini appartengono a questa categoria), bambini (obbligati dalle mamme) e anziani (a parte qualche kamikaze ormai rinsecchito dai raggi UVA). Ieri però in spiaggia ho visto anche un paio di ragazzi sulla ventina sotto l'ombrellone: la prima cosa che ho pensato è stata "chissà come sarebbe contenta la vostra mamma!!! Allora l'avete ascoltata da piccoli" (che vergogna! sto proprio invecchiando!).
La seconda categoria è quella delle LUCERTOLE a sua volta divisa in due sottocategorie: i CONSAPEVOLI ovvero quelli che al sole ci si mettono per scelta e ci passano ore e ore e, mirabilia!, riescono anche ad addormentarcisi, ignorando la fame e la sete, accontentandosi solo di un misero spruzzo di acqua vaporizzata, e gli INCONSAPEVOLI che annoverano nelle loro fila coloro che si sono dimenticati l'ombrellone a casa, i pigri che pur avendo un riparo gli pesa di spostare la sdraio ogni volta che il sole cambia posizione, e infine i papà che alle due e mezza del pomeriggio ormai non c'è più tutto 'sto sole, quindi porto il pupo un po' al mare, non ti preoccupare, la crema solare gliela metto io in spiaggia!

giovedì, luglio 26, 2012

LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE


Questa è la recensione che ho scritto per la rivista ROMA SI' (numero luglio/agosto pp.22-23).
Buona lettura!!!

LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE


Ransom Riggs, Rizzoli editore, 2011.

Fin da quando era piccolo Jacob amava ascoltare i racconti che suo nonno Abraham faceva della sua infanzia. Erano storie straordinarie che parlavano di un orfanotrofio su un’isola, un posto speciale,dove vivevano in armonia bambini dotati di capacità fuori dalla norma: c’era chi era invisibile, chi lievitava, chi aveva una forza sovrumana, chi si trasformava in uccello, chi aveva due bocche… e c’erano anche delle foto a testimoniarlo.
Ma già a sette anni Jacob inizia a dubitare della versione dei fatti riportata dal nonno, e a sedici anni è ormai certo che i suoi racconti siano frutto di fantasia e del suo rifiuto a elaborare gli eventi che ne hanno segnato l’infanzia:la Grande Guerra e la minaccia nazista.
Eppure alla morte di nonno Abraham, avvenuta in circostanze tragiche e misteriose, il dubbio diventa pressante e la ricerca di una risposta si fa urgente. Crescere significa scegliere. E in questo caso Jacob crede che la sua scelta debba essere quella di lasciarsi alle spalle le fantasie dell’infanzia.
Quindi parte alla volta dell’isola, alla ricerca dell’orfanotrofio e di testimonianze in grado di confermare le sue certezze, ma quello che troverà rimescolerà le carte in tavola e sconvolgerà la sua vita e quella di chi gli sta intorno. Perché dove più forte è la luce, le ombra sono più marcate, e quelle che inquietavano il nonno ora sono reali e in grado di saltare nel tempo, distruggendo il passato e minacciando il futuro.

domenica, luglio 15, 2012

home sweet home

Questo mese forse ce la faccio.
Anche se all'ultimo momento sono riuscita a tenere fede a un impegno, quello di scrivere un post per la STAFFETTA DI BLOG IN BLOG.

Si tratta di una carinissima iniziativa nata da un gruppo di blogger e consiste nella trattazione di un argomento
comune a tutti ogni mese. 
C'è solo una scadenza (ahi ahi le scadenze sono il mio tallone d'Achille! le rispetto, ma faccio un po' come i bambini a scuola che si ritrovano i compiti da fare alle dieci di sera della domenica!): il 15 di ogni mese alle 9 del mattino.
A questo giro il tema del post era "l'angolo che amo di più della mia casa".
Per me è un argomento spinoso.
Come si fa a dire quale sia l'angolo della casa che ami di più quando sei una psicopatica che gira l'arredamento almeno una volta al mese?
La casa per me è un contenitore di vita e di creatività, è TUTTO il mio angolo preferito!
Mi piace girare a piedi nudi, non amo le porte chiuse, combatto il caos, ma solo se non è funzionale, ho soppalchi e sgabuzzini imballati di cose strane, ricordi e cianfrusaglie, solo per il gusto una volta l'anno di metterci le mani e di trovare tesori nascosti...
Lo so, è da folli, ma è il mio habitat!


Ci sono però due punti della casa che amo particolarmente.
Una è la stanza della nanetta, bicolore e piena di giochi, ma anche di creazioni sue, di mamma e di papà! Anche lei spesso vede i mobili variare di posizione, ma è sempre vitale, colorata e gioiosa, una vera e propria fucina delle idee. Ci sono sul muro anche le impronte di tutti e tre!





lunedì, giugno 25, 2012

IL LABIRINTO DEL FAUNO. da vedere e rivedere


Ho adorato questo film in modo quasi viscerale.

Nella Spagna 1944 il potere è saldamente nelle mani della dittatura franchista. Una giovane donna, Carmen, sposa lo spietato capitano dell’esercito Vidal. La figlia di lei, Ofelia, fugge alla crudeltà del patrigno e al dolore per la malattia della madre rifugiandosi in un mondo fantastico, un universo di cui lei è la principessa, figlia del re. Per raggiungerlo, il fauno, custode dell’ingresso per l’altra dimensione, le richiede di superare delle prove. 
"Il labirinto del fauno" riesce a raccontare l’orrore della dittaura con gli occhi innocenti dell’infanzia, in un equilibrio estremo tra fiaba e dura realtà, tra delicatezza e spietata crudeltà.
Guillermo Del Toro ha colto nel segno, è riuscito a confondere e emozionare, ha costruito tutta la storia con i toni della fiaba (anche visivamente, grazie alla scelta della fotografia) anche nei momenti in cui la realtà mette in scacco definitivamente la fantasia.






"Il labirinto del fauno” scritto e diretto da Guillermo Del Toro (Spagna-Messico- USA 2006)

mercoledì, giugno 13, 2012

S-TACCATA INSIDE


Tempo fa Luana, meglio conosciuta come La Staccata, ha inaugurato sul suo blog una sorta di “censimento podologico” volto a scoprire in che misura le mamme si affidano o meno al tacco e perché.

Avrei voluto dare il mio contributo immediatamente, ma ho dovuto pensarci su mooolto a lungo perché l’argomento suscita in me un attacco borderline.
Quando mi viene chiesto se porto i tacchi la mia risposta automatica, quella che sparo in tre millesimi di secondo netti è “no!”. Poi però mi dico “ ma una volta li mettevo, quando andavo in discoteca!”. Appunto, negli anni novanta forse, quando la zitellaggine pesava e si partiva tirate a lucido con gonna e tacco alla ricerca di una vittima da accalappiare.

venerdì, giugno 08, 2012

CRONACA DI UNA RESA ANNUNCIATA


 APRILE
Primi venti primaverili
Sei a prendere l’aperitivo con la tua migliore amica.
Ordini uno spritz e speri nel profondo del tuo cuore che il cameriere ti porti ogni ben di dio per il solo fatto che sei seduta al tavolo del bar alle sei e mezza, ora in cui inizia il famigerato happy hour.
Tu, per sicurezza, gli hai fatto anche gli occhi dolci mentre chiedevi “ mi porteresti anche due patatine?”. Sai di non averlo intenerito, anche perché non sei proprio biafra, anzi, ma per la legge di compensazione la natura ti ha dotato di due lunghe ciglia, quindi SBATTILE!
Già ti stai figurando un tripudio di vol-au-vent/tramezzini/pizzette, quando cogli l’ordinazione della tua amica “un succo d’ananas, grazie!”.
“Ma che?ti sei messa a dieta?” chiedi tu col tono di quella sicura di sé, pronta a pigliare per il culo l’amica per le sue infondate paturnie.
“Si!” parte la rispostona a missile “Guarda che due minuti e ci siamo all’estate! Che ce vò? Io non voglio mica andare al mare con un tendone da camion!”
Nel frattempo sul tavolo si riversa ogni ben di dio (le tue ciglia lunghe han fatto il loro dovere).
Te le dovrai mangiare tutte tu.
Però ora ti senti un po’ in colpa.
L’estate si avvicina insidiosa, mica vorrai mangiarle tutte quelle olive.
Dai su, non fare il maiale, lascia almeno una pizzetta.
Madonna quanto è buona, se la lascio lì faccio peccato capitale.
Lo diceva anche il buon Oscar (Wilde), “l’unico modo per liberarsi di una tentazione, è cedere!”
Tanto siamo solo ad aprile…

mercoledì, maggio 02, 2012

I bambini son di gomma, ma un livido è per sempre. O forse no. (Post sponsorizzato)

Come potrete vedere sul menu a destra, questo blog è ADV light.
Che significa? Direte voi.
Significa che può capitare che troverete alcuni articoli sponsorizzati.
Vuol dire che molto sporadicamente testerò dei prodotti (ovviamente in linea col "cancheabbaia-pensiero") e se, e solo se, li troverò buoni e degni di nota ve ne parlerò.
Comunque quando lo farò troverete specificato che si tratta di un post sponsorizzato.
Quando invece non lo troverete segnalato, si tratterà di una mia personalissima iniziativa e tutto sarà dettato dalla mia mente diabolica e basta.
Oggi inaugurerò la mia rubrichina dei consigli ai naviganti parlando di un prodotto che, devo dire, è veramente utile a chi, come me, è una madre di famiglia, una moglie premurosa (buahhhhh!) e una donna indomita (se vabbhè!).
Si tratta di Ematonil plusuna crema in gel a base di arnica, escina e bromelina.


Un mix a triplice azione in grado di unire le proprietà lenitive dell’arnica, la capacità di riassorbimento dei liquidi dell’escina, ricavata dall’ippocastano, e l’efficacia protettiva sulla microcircolazione cutanea della bromelina, enzima estratto dall’ananas. Il tutto coadiuvato dal mentolo, per un immediato senso di freschezza.
Basato quindi su prodotti naturali, quindi perfettamente in linea con il "cancheabbaia-pensiero"!.


In che modo questa cremina può venirmi in aiuto?
Ora lo chiarisco.
Dicevo che sono una madre di famiglia.
Avete presente quando si dice che i bambini sono di gomma? E' tendenzialmente vero.
Sì! Cascano, rotolano, si pestano, fanno salti carpiati e atterrano rovinosamente a terra, e, nella maggior parte dei casi, non rischiano il ricovero in ospedale, piangono solo un po' e vanno avanti a fare quello che stavano facendo prima. Se l'avessi fatto io, sarei in rianimazione a dettare le mie ultime volontà.
Bene, mia figlia torna sempre dall'asilo con dei lividi pazzeschi sulle gambe.
All'inizio mi è preso un coccolone, si sa mai, qualche strana malattia, ma poi ho notato che erano localizzati solo dal ginocchio in giù. Siccome non mi risulta che prendano a bacchettate sulle gambe i bambini all'asilo, ho deciso di osservarla con attenzione. 
Ho scoperto che mia figlia fa delle eccezionali SCIVOLATE DI POTENZA!
COSA SONO? come COSA SONO?
 Ecco cos'è una SCIVOLATA DI POTENZA!




Avete presente cosa possono essere le ginocchia di un pargolo che prova e riprova questa sublime tecnica ROCK per raggiungere la perfezione???
Direi che assomigliano al manto puntinato dei dalmata Pongo e Peggy!
E devo dire che questa crema da sollievo, mitiga le chiazze e soprattutto il male!
L'ho provata anch'io! Non faccio le scivolate di potenza perchè mi ricovererebbero subito, però, ve l'ho detto, son pur sempre una donna indomita!

Se è così buona da essere stata adottata ufficialmente dallo staff medico della squadra di calcio F.C. Internazionale per tutti i suoi team: prima squadra, Primavera e Giovanili, e dallo staff medico del Rugby Reggio, posso stare tranquilla per i miei tre-quattro lividi!!!

N.B.: in alcune scuole, parchi giochi, campi sportivi e farmacie di tutta Italia sarà possibile provare il prodotto e partecipare al concorsoCon Ematonil plus, Vinci lo sport” per aggiudicarsi un buono da 300 euro per acquistare attrezzatura sportiva presso il gruppo Cisalfa, un XBox 360 con Kinect o una fantastica mountain bike Olmo. Concorso valido da aprile a dicembre.

E SCIVOLATA DI POTENZA SIA!!!



giovedì, aprile 19, 2012

e POSTorming sia!

Vorrei segnalare a chi passa questa bellissima iniziativa di homemademamma!
Un POSTorming in piena regola!
Avete tempo 48 ore da ora!!! prestoooo

lunedì, aprile 16, 2012

LA VITA E' FATTA DI SCELTE


Al largo delle coste di Terranova, in una notte gelida e buia di cento anni fa, "l'Inaffondabile" (così l'avevano soprannominata) solcava a tutta velocità un mare piatto e calmo.
Tanto calmo che il suo capitano decise di dare massima potenza alle macchine, fiducioso di poter battere il record di traversata transoceanica.
Non ebbe una bella pensata a dire il vero, perchè poco prima di mezzanotte, mentre tutta la prima classe banchettava nel lussuosissimo ristorante, un boato assurdo scosse tutta la nave.
La folle velocità non aveva permesso a quel transatlantico nuovo di trincia e modernissimo, di schivare un iceberg e non aveva evitato uno squarcio di 90 metri.
Per due ore il Titanic, prodigio dell'intelletto umano, proprio per un fattore umano (ironia della sorte) si ritrovò a essere teatro di una tragedia immane, che si consumò tra atti di eroismo di alcuni, di crudeltà di altri e spirito di rassegnazione di altri ancora.
E proprio tra questi ultimi c'era Luigi Gatti.
La sua era la storia di un uomo come tanti, nato nel Pavese, proprio come me.
Si era dato da fare e aveva aperto un ristorante a Londra, poi un altro, poi una catena.
Quelli erano tempi in cui si poteva fare anche qualcosa di più della propria vita, il mondo era ancora da scoprire, la gente si spostava a cercar fortuna in terra straniera  tentando il tutto per tutto, e poteva anche accadere che si potesse avere accesso a un'asta per gestire un ristorante su un transatlantico americano.
E che transatlantico.
L'ultimo gioiellino della White Star Line appena varato e pronto per il suo viaggio inaugurale.
Un palazzo galleggiante con suites bellissime e alari placcati d'oro ai camini delle stanze di prima classe!
Talmente gettonato da annoverare tra i passeggeri del suo viaggio inaugurale persino Lord e Lady Astor, i magnati dell'impero Woldarf-Astoria.
E allora Luigi chissà quante notti insonni avrà fatto nel suo letto, a girarsi e rigirarsi "Lo faccio o non lo faccio? Partecipo o non partecipo all'asta?". Certo l'impegno economico doveva rasentare la follia. Non si poteva certo fare le cose a metà. O tutto o niente. Un salto nel vuoto. Meglio rischiare tutto o rischiare di aver rimpianti per tutta la vita? 
Fino al giorno in cui avrà preso la sua decisione. 
"Lo faccio!" si sarà detto.
E così Luigi si è venduto tutto. Si, proprio tutto. Basta. Si cambia vita.
E si è aggiudicato l'asta per il lussuosissimo ristorante di prima classe del Titanic.
Ora, io non so se sia stata la decisione giusta, ma Luigi deve aver pensato che un passo così l'avrebbe destinato alla storia. 
Alla luce dei fatti non gli si può dar torto.
Fatto sta che Luigi partì e fece del ristorante di quella nave un esempio di bellezza e di buon gusto destinato all'eternità, incastonato nella storia per sempre.
Vero è che se fosse rimasto a casa avrebbe goduto della tranquillità di una vita familiare e di una serie di gratificazioni lavorative, ma queste sono scelte personali che ognuno deve fare in coscienza e secondo il proprio carattere.
Probabilmente, però, un uomo come Luigi avrebbe rimpianto per sempre di non aver almeno provato ad imbarcarsi in questa impresa "titanica".
E poi, chi lo sa, la vita, come la morte, è sorprendente.
Magari avrebbe potuto inciampare per strada, battere la testa di lì a un mese e finire così i suoi giorni.
Resta il fatto che Luigi c'era in quella notte fredda.
E soprattutto Luigi sapeva che non c'erano scialuppe sufficienti per tutti, e se non lo sapeva, lo sospettava.
E di certo conosceva le procedure d'emergenza: l'equipaggio per ultimo.
Chissà a cosa deve aver pensato Luigi quando ha capito cosa stava succedendo.
Certamente alla sua famiglia, ma anche ai suoi ragazzi, più di trenta camerieri che sapevano di dover morire.
Avrà sicuramente avuto tutto il tempo di pensare a tutti i se e a tutti i ma.
Forse non è poi così vero che un treno che passa sia sempre da prendere.
Forse si sta bene anche a terra.
Chi lo sa...
Fonte foto qui
"Una strada c'è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici "oh guarda!, c'è un filo". Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c'è. Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto, e poi qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora".
Tiziano Terzani
  

domenica, aprile 15, 2012

PROVERBI- PARTE II

Eccoci alla seconda puntata dei proverbi, fonti popolari di immensa saggezza.

Questo sarà un intervento lampo, diciamo uno spunto di riflessione veloce veloce.

Il proverbio di oggi è
IL MATTINO HA L'ORO IN BOCCA.
e se tua suocera ti ha fatto le lasagne al pesto con l'aglio ieri sera?
più che l'oro forse i sorci...


venerdì, aprile 06, 2012

SOS PASQUA!

In questo momento mi sento un po' come una spia infiltrata della CIA che sfrutta un attimo di distrazione del nemico per mandare un messaggio al quartier generale.
Sono nascosta dietro la scrivania.
Oggi tocca a me fare il soccorso mamme per le vacanze pasquali.
Ho 4 bambini in casa: 3 femmine e un maschio, ovvero 3 cinquenni e una di otto anni.
Potrebbe scoppiare un incidente diplomatico di proporzioni atomiche perchè qui bisogna dosare i giochi per genere e per età!
E tutti si stanno contendendo la spada di plastica!
Bhè quella l'ho sequestrata io, ho nominato tutti cavalieri della tavola quadrata e mi sono autoproclamata regina madre incontrastata!
Come infiltrato non sono niente male!
Siamo quasi arrivati a mezzogiorno senza grosse liti!
Direi che va bene!
Passo e chiudo capo!
fonte foto qui 

lunedì, marzo 19, 2012

Pensieri esistenziali da camerino


  •  perché esco dal camerino per guardarmi allo specchio e contemporaneamente lo fa anche una tipa strafiga che indossa la stessa maglia che mi sono appena provata?
  •  perché mentre stai cercando di entrare in un vestito imbarazzante, così, solo per vedere l'effetto che ti fa addosso, proprio in quel momento arriva una commessa che ti dice "come le sta?"?
  • perché l'occhio ti cade sempre sulla cosa che costa di più?
  • perchè nei camerini montano luci che evidenziano tutti i rotolini e la cellulite, persino quella che hai sotto i piedi?
  • è un problema di inclinazione di questo specchio o non mi sono mai accorta di somigliare pericolosamente a un pachiderma?
  • ma i camerini li fanno così stretti per adeguarli alle nuove taglie e per scoraggiare chi va dalla 44 in su?
  • perché non ho trovato io per prima il vestito bellissimo che sta provando la tizia nel camerino qui a fianco?
  • sempre riguardo alle luci... , ma io prima non ce l'avevo quel brufolo lì!
  • quanto devo aspettare perché la commessa smammi? devo uscire a vedermi nello specchio grande?
  • perchè proprio oggi dovevo trovare il vestito perfetto ma non posso uscire a vedermi nello specchio grande perché le mie gambe sembrano quelle di Cita?
  • il gambaletto me lo potevo risparmiare...  


venerdì, marzo 16, 2012

NOSTALGIA CANAGLIA!

Amo i telefilm, li adoro!
Direi che insieme alla Nutella, ai volantini della lidl e al sushi, esercitano su di me una specie di attrazione magnetica!
Tuttavia, nonostante l'età, non rientro nel novero delle amanti di "Sex and the city", serie che peraltro odio, non riesco a mantenere l'attenzione per più di 5 minuti!
Sono più ispirata da serie ansiogene stile "The walking dead", "Lost", "Revenge", "CSI", "Criminal minds" ecc, ma non disdegno "Grey's anatomy" (che evito solo quando sono nei miei momenti ipocondriaci!) e "How I met your mother".

Ma i telefilm anni ottanta erano ben altra roba, sicuramente diversi da quelle di oggi, anche perché le serie tv, come i film, sono lo specchio dell'epoca in cui nascono.
Uno di quelli che ho amato di più era "Ralph super maxi eroe".
Adoravo Ralph, un professore imbranato che aveva ricevuto i super poteri e un  costumino rosso, ma che aveva perso il manuale delle istruzioni!
E' la storia di tutti noi! Chiedetevelo: se fosse successo me sarei diventata Cat woman o la Donna ratto? Probabilmente la seconda.

Quello che più si avvicina oggi a "Ralph super maxi eroe" è sicuramente "Misfits", la storia di un gruppo di ragazzi costretti ai servizi sociali per crimini minori, i quali, colpiti da un fulmine,  ricevono super poteri che fanno fatica a gestire. Ecco, questa è la versione moderna, solo un più bad, cattiva, sboccata, politicamente scorreta (e, lasciatemelo dire, geniale!). Ma, come ho accennato prima, ogni prodotto televisivo o cinematografico affonda le radici nel periodo in cui nasce.

Comunque la nostalgia canaglia mi attanaglia quando ripenso al  ricciolone biondo in calzamaglia rossa, un po' Shirley Temple e un po' Super Pippo!

Eccolo, in tutto il suo splendore! 


"Who could it be? Believe it or not it's just me!"

giovedì, marzo 08, 2012

la zumba uccide


Se il vostro obiettivo è questo
fonte foto qui
o anche solo minimamente questo
fonte foto qui

Vi prego, non lasciatevi tentare dalla zumba fitness!!!
Ve lo dice una che l'ha comprata armata di tutte le migliori attenzioni!
Se dovete rimettervi in forma e siete quanto di più vicino a una mozzarella, se vi vergognate ad andare in palestra perché l'ultima volta che ci siete andate avete diviso lo spogliatoio con uno pterodattilo e nell'armadio avete solo la tuta di educazione fisica del liceo (ma voi andate per i quaranta), vi prego, RINUNCIATE. 
Ne va della vostra salute, o meglio della vostra vita!
Ieri ho visto la pubblicità in tv e c'era una strafiga ventenne con la pancia piatta che neanche sudava! Eppure le sessioni minime prevedono 20 minuti di riscaldamento e se riuscite a farne 4 senza sputare un polmone probabilmente siete le sorelle di Jill Cooper! 
Io, lo ammetto, sono un caso a parte, per me ci vuole una preparazione atletica minima anche solo per fare i passi base. Ma ho amiche che sono quasi svenute dopo un quarto d'ora!
Quindi, donne!, vi consiglio una bella camminata a passo svelto o una corsetta! Se l'acido lattico vi grazierà allora un pensierino alla zumba fitness potete anche farlo!


martedì, marzo 06, 2012

la casa nasconde ma non ruba

Vorrei inaugurare oggi una nuova rubrica, quella dei proverbi.
Cito da wikipedia: "Il proverbio (dal latino proverbium) è una massima che contiene norme, giudizi, dettami o consigli espressi in maniera sintetica e, molto spesso, in metafora, e che sono stati desunti dall'esperienza comune. Essi generalmente riportano una verità (o quello che la gente ritiene sia vero)."
Giusto, anzi, giustissimo.
Ed è per questo che me ne occupo, perchè quando tutto ci sfugge di mano nel caos infernale della quotidianità, ecco in fondo al tunnel un barlume di speranza, la certezza che quel che ci sta accadendo è accaduto prima, e per secoli invariabilmente, a migliaia e migliaia di persone.
E così ci sentiamo meno soli, e sicuramente meno sfigati.
Il proverbio di oggi è:
la casa nasconde ma non ruba.


Vero, verissimo.
Anzi, cara la mia casa, avrei un elenco di cosette che mi sono sparite e che vorrei sapere bene dove cavolo sono:
- la mia insostituibile maglia bianca che andava così bene in tutte le occasioni. Cavolo, lo sai che non sono una che sta attenta a cosa abbinare con cosa! Mi tornava utile, ridammela!
- Le videocassette con le scenette stupide che ho girato a vent'anni con i miei amici. Dove sono??? Le hai nascoste perchè speravi mettessi la testa a posto e mi dimenticassi delle figure barbine che ho fatto in gioventù?? Questa posso anche passartela.
-Il mio uncinetto e la lana! Li avevo messi lì sul ripiano e sono spariti! E non soffro ancora di arterio! Dove me le hai ficcate? Si può sapere? Cos'è un modo per dirmi che sono una creativa ossessivo-compulsiva? C'erano altri modi per farmelo sapere!


E questa è solo la punta dell'iceberg, vogliamo parlare della mia maglia preferita della terza liceo? O ancora dei miei libri di antropologia? E il caricabatterie?!?!
Poi, però mi lasci quel terribile vestito anni ottanta col cartellino ancora attaccato perchè non ho mai avuto il coraggio di metterlo e non fai sparire il caricabatterie del telefonino che si è rotto nel 1999? cos'è speri che prendano valore col tempo?.

lunedì, febbraio 13, 2012

RICETTE SALVA-MAMME

Molto spesso si tende a contrapporre mamme che lavorano a mamme che stanno a casa e si innescano innumerevoli discussioni su quale sia la cosa migliore da fare.
Personalmente penso siano scelte che riguardano le singole famiglie, diciamo "manovre di adattamento" che ognuno elabora per sé, ma che non è detto abbiano il medesimo valore per tutti.
Anche perché entrambe le condizioni regalano dei vantaggi, ma sono strade lastricate di sacrifici.

Una cosa però accomuna tutte quante: la mancanza di tempo!
Tutte, ma proprio tutte le mamme, vorrebbero avere una giornata di 48 ore.
Per farci che? 
Le opzioni sono innumerevoli, a partire da un bagno nella vasca, a un'oretta per leggere un libro, a una seduta dall'estetista (fosse solo per una dolorosissima ceretta), a un po' di tempo per un po' di chiacchiere al telefono senza dover acchiappare il pupo/a che si sta arrampicando sulla libreria ecc ecc.
Per non parlare del tempo per fare qualcosa per i propri figli, per esempio una torta da mangiare al mattino a colazione...

Ebbene, per quest'ultima opzione ho pronto un escamotage capace di far invidia a qualsiasi vostra amica! Una di quelle cose che porta tutti a pensare "ma come fa a far tutto!!!".

Premetto che non amo cucinare, sono negata come pochi, e fortunatamente ho sposato un uomo che cucina bene e che all'occorrenza ama anche il cibo d'asporto!
Quindi potete avere la sicurezza matematica che non troverete mai una ricetta elaborata e difficile su questo blog che sia farina del mio sacco. 

Allora, prendete 10 minuti del vostro tempo e non di più e preparatevi a fare le fighe con amici e parentado e a godere quando il vostro pargolo/a dirà davanti alle maestre e alle mamme dei compagnucci "a casa non mangiamo mai i biscotti perché non sono sani come la torta che mi fa la mamma ogni giorno per colazione!".

Ingredienti
125 g di farina
125 g di zucchero (notate come le quantità siano identiche. solo così avrei potuto imparare una ricetta!)
1 yogurt 
2 uova
mezza bustina di lievito

buttate tutto in una ciotola e frullate col mixer.
se poi proprio volete strafare aggiungete le gocce di cioccolato oppure fatene metà con il cacao (dosi a occhio!).
mettetelo in uno stampo di silicone e infornatelo nel microonde a 750 w per 8 minuti.


Abbiate cura di coprirlo con una ciotola rovesciata una volta sfornato perché la torta fatta al microonde si asciuga in fretta e si secca. 
Oppure fate come me, mangiatela in fretta o offritela a chiunque! 
E godete quando vi diranno
"che brava mamma! ma come trovi il tempo di far tutto???"


ps: non offritela però a quelle che sapete vi risponderanno "certo! tu hai tempo di fare queste cose, mica come me che sono sempre impegnata!".
A loro, se potete, offrite la versione col guttalax. 
Vedrete che il tempo per far qualcosa lo dovranno trovare per forza!

  

martedì, febbraio 07, 2012

a volte ritornano...

Pensavo se ne fossero andati tutti.
Ero sicura che avessero trovato la loro strada.

E invece no.
Loro sono qui.
Non hanno lasciato questa casa, son sempre presenti.

Hanno cambiato i loro nomi, ma son sempre loro.

Mi seguono ovunque, domenica ho avvertito la loro presenza anche all'Ikea, quando la nana mi ha detto "Mamma ci sono anche i miei gattini immaginari Nerino e Fuffi. Io devo andare al parco giochi dell'Ikea. Devi tenerli tu. Tò ecco il guinzaglio, stai attenta a non pestarli e portameli quando esco!"

Certo sissignora non mancherò.
Così mi son fatta il tour ikea con il marito che cercava di tagliare per gli accessi veloci e i gatti immaginari che mi sfrecciavano tra i piedi... che vita...


lunedì, febbraio 06, 2012

Much Ado About Nothing

E' vero 
ha nevicato per una nottata qua da noi.

Bello neh, tutto molto bello! un paesaggio da favola, tutti contenti per strada a fare i pupazzi di neve


Ma il giorno successivo era già tutta sciolta.
Anzi, qui son due giorni che c'è il sole.
In compenso le scuole oggi, lunedì, sono state chiuse. E domani lo saranno di nuovo.


Non è per essere polemica... ma io sono nata nell'Oltrepò Pavese e la neve la vedo ogni anno. 
E ben più greve. 
Siam sempre andati a scuola anche col ghiaccio per terra. 
Anzi, abbiamo spesso sperato che le scuole restassero chiuse, ma da noi o la neve ci arriva alla vita o non se ne parla.

E poi, che tragici!, OBBLIGO CATENE SUL RACCORDO: io ieri ci sono stata sul raccordo. Era tutto pulito. C'era solo qualche mentecatto con le catene montate sull'asfalto che pareva un cingolato!


PS: sto sentendo un tizio che spiega questo provvedimento delle scuole chiuse come necessario perchè c'è neve sugli alberi davanti alle scuole e questi potrebbero cascare.
Davanti alla mia di alberi non ce ne sono e nel XIII municipio c'è il sole e non c'è più neve.
Come la mettiamo???

venerdì, febbraio 03, 2012

niente da dichiarare.

Pffff.
oggi non ho niente da dichiarare.
Mi faceva solo un'immensa tristezza constatare che scrivo una volta ogni morte di Papa.
Poi oggi è una di quelle giornate uggiose e noiose, una di quelle che non passano mai.
Quelle, per intenderci, in cui sei costretta dal maltempo a non uscire anche se hai la nana in casa che parla a macchinetta e si contorce sulla sedia mentre cerchi di scrivere al pc (vedi ora).
E tu vorresti essere su un'isola deserta e avvistare in lontananza nient'altro se non la Perla Nera di Jack Sparrow.
E magari per l'occasione vorresti anche un fisico da urlo e un bikini striminzito fatto di foglie di palma, una bella chioma fluente che non ha più né ricrescita né doppie punte, e già che ci siamo un'abbronzatura da sballo...

va bhè dai, vado a mettere su un film di "Pirati nei Caraibi" e lobotomizzo un attimo la nana così mi ripiglio.
che madre disgraziata!


La crudeltà è un fatto di punti di vista...
(Jack Sparrow)